Convocazione assemblea elettiva

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All’Assistente Ecclesiastico del gruppo F.U.C.I. di Napoli ‘L’Aquinate’
don Giuseppe Cuomo

Al presidente dell’Azione Cattolica Italiana, Arcidiocesi di Napoli
dr. Vito Gurrado

Al presidente del Movimento Ecclesiastico di Impegno Culturale, Arcidiocesi di Napoli
prof. Lucio Fino

Ai fucini del gruppo di Napoli

p.c. Al vicario episcopale per la cultura
mons. Adolfo Russo

p.c. Alla Presidenza Nazionale F.U.C.I.

Convocazione Assemblea Elettiva per il biennio 2016 – 2018.

Si comunica che l’Assemblea Elettiva del gruppo F.U.C.I. di Napoli è convocata Venerdì 12 Febbraio 2016 presso la sede della F.U.C.I. di Napoli sita in Via Mezzocannone, 101, Napoli, alle ore 16:00.

Si ricorda che in base all’art. 3 dello statuto nazionale della F.U.C.I. ed all’art. 11 del regolamento nazionale della F.U.C.I. nonché in ragione dell’art. 38 dello statuto nazione dell’A.C.I. e dell’art. 36 del regolamento nazionale di A.C.I. e relative integrazioni, il rappresentante dell’Azione Cattolica ha diritto di voto nell’Assemblea Elettiva. Inoltre, si ricorda che il rappresentate del M.E.I.C. ha parimenti diritto di voto in ragione dell’art. 9 degli Accordi Bilaterali F.U.C.I. – M.E.I.C.

Si pregano tutti coloro i quali hanno diritto di voto di partecipare personalmente o per delega .

Tale l’O.d.G.

  1. Atto costitutivo ufficiale del gruppo F.U.C.I. di Napoli ai fini della richiesta del codice fiscale.
  2. Elezione cariche associative di presidente femminile di gruppo e segretario di gruppo.
  3. Varie ed eventuali.

Napoli, lì 22/01/2016

Sull’identità fucina – Intervento per il convegno “120 anni e non sentirli”

Francesco Orefice Archivio Leave a Comment

Sull’identità fucina

L’acronimo F.U.C.I. già dice molto dell’identità fucina. Federazione: unione, in condizione di parità, di realtà locali, da Trento a Ragusa, che si riconoscono in un qualcosa di più grande di se stesse e che, insieme, formano un foedus, un patto fra loro teso al comune fine della crescita umana, spirituale e culturale dei singoli aderenti e dell’evangelizzazione degli universitari. La diversità delle realtà, ambientali ed umane, in cui opera, la diversità delle strategie con cui agisce e la diversità della sensibilità dei singoli aderenti, costituiscono un’immensa ricchezza per lo studente universitario, che inizia ad osservare ed a pensare la realtà. Diversità che arricchisce e costruisce: le strutture federative, Assemblea Regionale, Consiglio Centrale ed Assemblea Federale, nella loro rappresentatività, permettono di fare dialogo e tesoro delle diversità ovvero di creare unità. Universitaria: studium più che luogo. Il momento universitario, infatti, rappresenta il mentre essenziale della propria formazione, completa ed organica. L’università, infatti, come insegna Montini in Coscienza universitaria, rappresenta la maggiorità intellettuale. Alla centralità dell’Università nella vita di ciascuno, si aggiunge la centralità dell’Università nella vita sociale perché lì ci si trova a riflettere su quale società si vuole edificare. In tale fase della vita, si incorano i propri compagni di viaggio con cui si condivide un periodo di straordinaria bellezza dove è possibile stare insieme, confrontarsi, dialogare, partecipare ad un evento nazionale, ed in special modo alle Settimane Teologiche di Camaldoli. In questo modo, si comprende che essere universitari in FUCI significa essere più di se stessi in uno spirito, che Montini chiama di “matura letizia”, cioè in uno spirito che non mira ad occupare spazi, ad essere presenza, ma costruire coscienze mature, educate alla fatica del pensare ed alla compassione caritatevole per il tempo presente. Cattolica: universale, ecclesiale e non ecclesiastica. Questa è la caratteristica primaria della F.U.C.I. e, nell’economia dell’acronimo, da significato a tutti gli altri. Essere cattolico, durante il periodo di formazione, in una federazione, rappresenta il carattere distintivo dello studente universitario, dato dalla formazione alla Parola e al Magistero (Ecclesiam suam e Christifideles laici), nonché dal coraggio di testimoniarli con coerenza di vita e di opere: ovvero di fare la propria professione di fede. La fides qua credimus necessità, infatti, di costruirsi nell’esperienza concreta propria della ricerca razionale tra Regola ed Ispirazione, che, insieme, fanno mediazione fra cultura e Vangelo, orientata alla formazione della coscienza ovvero del fondamento interiore della persona. Ricerca, ovvero ricerca della verità, esperienza che apre agli altri e che solo con altri si può vivere. L’assistente ecclesiastico, quindi, indica ai fucini la via della fede e li conduce alla scoperta e quindi alla consapevolezza della bellezza di essere cristiani. Italiana: ovvero civile, impegno per la comunità, per la civitas hominum. La storia della nostra federazione, infatti, è intrecciata a doppio filo con la storia d’Italia, dalla fiera opposizione al fascismo alla costruzione della Repubblica, valga per tutti il Codice di Camaldoli ed il contributo dato dai cattolici in seno all’Assemblea costituente.

L’identità fucina è un concetto complesso, che ha come presupposti il Vangelo, quindi il Magistero, e l’umanesimo latino, e si sviluppa nello stile e nel metodo fucino, che porta all’impegno, ecclesiale e civile, che prende le forme della proposta fucina, ovvero della Carità intellettuale mediante lo strumento della cultura. Lo stile fucino, a sua volta, è formato da responsabilità, autoderminazione, coscienza, tradizione e natura ‘monastica’. Il metodo, invece, di critica, mediazione, studium, azione, verità, intelligenza, ispirazione e regola. L’unione tra fede e ricerca, lo studio come chiarificazione della coscienza di ciò che si conosce, costituisce lo studium fucino: “Ama Dio con tutta la tua intelligenza”. L’intelligenza diventa mezzo di utilità sociale e testimonianza della Verità ovvero si concretizza nella mediazione culturale cioè nel comprendere ciò che accade al fine di dare senso ed identità alle cose, che, senza disconoscere le diversità, porta ad una progettualità condivisa volta al Bene Comune con qualcosa da proporre e non solo da difendere. La Carità intellettuale, ossia lo sforzo di capire ciò e chi si incontra. La cultura, infatti, è opera d’intelligenza ed umiltà dinanzi al reale.

Niente riassume meglio l’identità fucina delle parole di Montini in Coscienza universitaria: “i fucini sono coloro che continuano ad amare la vita universitaria, perché è momento critico ed importate della vita di ciascuno, perché è vissuta come esperienza di amicizia nell’unità di pensiero, perché è momento di responsabilità sociale e civile” e, continua “L’amicizia nostra solo l’esperienza può sapere, non dire, cos’è.”.

Mario Iannuzziello

INTERVENTO per gli anni ’40 al “CONVEGNO 120 ANNI E NON SENTIRLI”

Francesco Orefice Archivio Leave a Comment

F.U.C.I.   Fu Una Cosa Indimenticabile

Sono particolarmente grato per l’invito e per l’incontro promosso oggi, tanto atteso da noi fucini di un tempo passato, e sono sicuro che anche molti amici che questo giorno attendevano e non sono più presenti in terra oggi, insieme a quanti hanno vissuto la vita fucina, godranno per questa iniziativa dall’alto dei cieli.

Sostituisco una carissima amica, Maria Rosaria Gambuli, che come me ha vissuto quella esperienza e fa parte di coloro che aspettavano questo momento e si rammarica di non poter essere presente. Mi ha incaricato di leggervi quanto ha scritto prima di fare il mio intervento.

E’ indimenticabile

E’ veramente una cosa indimenticabile quel periodo.

E’ bene non perdere la memoria di quel periodo esemplare per superare situazioni difficili e per arrivare alla “formazione delle coscienze dei giovani”, e ricordare come ha fatto un altro fucino, Franco Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale, che “E’ doloroso che la memoria si concluda con noi, e non passi oltre, a generazioni successive alla nostra”.

Ricorderò quel periodo di storia della FUCI napoletana tenendo presente le parole di don ZAMA rivolte ai fucini il 6.12.1966, in occasione del 70° anniversario della fondazione della FUCI: “il senso storico è degno di ogni elogio. E’ in sua virtù che si adempie ad un dovere umano molto nobile, quello di ricordare”.

In questo spirito presenterò ora questi ricordi, con l’augurio che diano:

  • la possibilità di un confronto tra la posizione della FUCI nel tempo, posizione sempre rivolta allo scopo immutabile di: ispirare e guidare l’uomo nella università alla costruzione del domani, come ha scritto un mio caro e fraterno amico, Vittorio Bachelet, anche lui fucino di quel periodo.
  • il convincimento, ai giovani fucini di oggi, di sostenere questo ruolo della FUCI nell’Università, anche negli inevitabili cambiamenti.

E’ stato costante in quel periodo l’invito ad essere disponibili al confronto, con fermezza e con amore, ricevere per operare, attuare il motto fucino: Fede, Scienza e Patria attraverso una vita associativa che sappia nell’innovazione rispettare la tradizione.

 

A Napoli esisteva un circolo universitario fondato dal barone de Matteis che divenne circolo della FUCI quando questa fu fondata.

La FUCI di Napoli ha espresso un presidente nazionale, il prof. Palmieri, e soprattutto ha dato a Napoli professionisti che hanno saputo testimoniare l’insegnamento ricevuto nella FUCI.

Nel periodo che precedette l’immediato dopo guerra del quale sono stato invitato a ricordare, vi è stato un gruppo di ex fucini che mantenne acceso il ricordo della FUCI partecipando ad incontri con Mons. Fabozzi, presso la chiesa Cesarea, con Leonetti assistente.

Tra questi vi erano:

Vincenzo Palmieri, già presidente del circolo e presidente nazionale, docente universitario, sindaco di Napoli, e chiamato dal governo a svolgere incarichi internazionali di grande importanza come l’indagine sulle Fosse di Katin dove i Russi compirono un eccidio di polacchi.

Mario Riccio, avvocato, senatore chiamato a far parte del governo negli anni del dopoguerra.

Giuseppe Abignente, che coprì un ruolo importante nell’avvocatura dello stato e non mancò di dare il suo contributo alla vita politica del dopoguerra.

Salvatore De Ruggero, eminente clinico napoletano che ha mantenuto rapporti con i fucini nella ripresa e ha collaborato nella realizzazione a Napoli degli incontri di famiglie, nei quali si riunivano ex fucini ed altri per un aiuto reciproco a sostegno della famiglia cristiana.

Alfonso Cuomo, docente nei licei, che si è prodigato molto ed ha intensamente collaborato a mantenere una continuità della FUCI a Napoli, così come fece Litigio e molti altri ancora.

Essi continuarono a frequentare la chiesa di  S. Marcellino anche durante gli anni della guerra per ascoltare la messa (S. Messa che veniva celebrata dal sacerdote che assisteva i malati ricoverati al Policlinico universitario a piazza Miraglia). Si racconta che, talvolta, qualcuno (avv. Abignente) teneva l’omelia quando non veniva il sacerdote.

Sono essi che hanno contribuito a mantenere una continuità e dato la consegna per una ripresa nell’immediato dopo guerra nel locale di via Roma, dove ebbe ospitalità il circolo e dove si avviò la ripresa con la lettura del Vangelo e l’attività esterna di aiuto ai poveri con la S. Vincenzo

Le riunioni vedevano la presenza di alcuni ex fucini, di studenti universitari e di qualche universitario reduce dalla guerra.

In quel periodo iniziò in FUCI la presenza di don ZAMA che seguiva particolarmente gli incontri sulla lettura del Vangelo e la ripresa della vita del circolo.

Presidente del circolo era Antonio Farinelli, giovane ingegnere.

Nell’ottobre del 45 la FUCI napoletana, con l’aiuto del gruppo di ex fucini, organizzò nel teatro dell’Istituto magistrale a Pontecorvo un incontro con giovani che avevano appena conseguito la maturità: matricole pronte per l’iscrizione all’università.

Vi fu una larga partecipazione di giovani, molti parenti e invitati da ex fucini, ed io partecipai invitato da un caro e fraterno amico, Lucio Schioppa, fratello di ex fucine. Con me c’era Ugo Miranda, anche egli invitato da Lucio, entrambi sarebbero diventati in seguito Presidenti del Circolo.

Fu un incontro interessante. Dopo una introduzione ed una presentazione da parte di vari relatori che ricordarono la storia della FUCI, mettendone in evidenza le finalità e le attività per raggiungerle, si creò tra i presenti un clima di amicizia e, nell’invito a rivederci, sentimmo che la FUCI si poteva capire solo se si viveva.

Fu anche sorprendente vedere cantare con spirito giovanile goliardico, da ex fucini di età attempata, con gioia e forza l’inno “Noi siam la giovinezza che ……”. Cantava anche il giovane assistente che aveva tenuto un pensiero religioso accompagnato dalla preghiera finale. Era la prima volta che incontrai don Zama.

Dopo quell’incontro aumentò la presenza di giovani matricole nel Circolo e alla S. Messa celebrata nella chiesa di S. Marcellino.

Il 15.11.1945 Don ZAMA ricevette ufficialmente dal Cardinale Ascalesi la nomina di assistente del circolo maschile di Napoli .

Al Presidente Farinelli subentrò Lucio Schioppa e nel circolo, oltre alla lettura del Vangelo, si tenevano lezioni teologiche e conversazioni su temi relativi alle problematiche sociali e religiose del momento, svolte da noti professionisti napoletani.

All’esterno continuò l’aiuto ai poveri nella S. Vincenzo (partecipava da studente Tommaso Morlino, divenuto ministro), e cominciò una più regolare frequenza di fucini alla S. Messa domenicale nella chiesa di S. Marcellino.

Di questo periodo andrebbe ricordato, in particolare, l’assistentato di don ZAMA

Incarico condotto “in una fedeltà al senso più genuino della tradizione fucina, che aveva contribuito a rinnovare con feconda creatività” come ha scritto Paolo Trionfini per l’ assistentato centrale di don ZAMA, valido anche per l’assistentato napoletano.

Don ZAMA operò in un costante rispetto della tradizione fucina in un periodo reso più difficile dalla situazione dell’immediato dopo guerra, momento storico in cui si registravano difficili condizioni nei rapporti associativi del mondo laico ed ecclesiale.

Sulle testimonianze e sui ricordi dell’assistentato napoletano di Don ZAMA rinvio al libro “Don Zama: la formazione delle coscienze”.

Si deve ad un gruppo di ex fucini laureati, la continuità della FUCI napoletana, anche se in forma ridotta, con qualche incontro per la San Vincenzo nel circolo e la messa domenicale a S. Marcellino.

Don ZAMA fu di valido aiuto per la ripresa.

Il 15.11.1945 Don ZAMA ricevette ufficialmente, come detto innanzi, la nomina di assistente della FUCI napoletana dal Cardinale Ascalesi.

Era un periodo difficile, e in quel tempo il rapporto con le altre organizzazioni cattoliche era complicato, in particolare con la GIAC, per la diversa impostazione in rapporto alla partecipazione agli eventi politici del momento.

Nel 1948 Don Zama fu nominato cappellano della Chiesa di S. Marcellino dopo aver vinto la resistenza delle Autorità accademiche all’idea che la Chiesa fosse aperta e divenisse Cappella universitaria.

Don ZAMA si trasferì allora nella modesta abitazione annessa alla chiesa dove ha avuto la possibilità di realizzare un suo studio dove ha potuto lavorare alla stesura di testi preziosi e incontri con giovani e personaggi importanti della vita religiosa e politica napoletana e nazionale: indubbiamente sarebbe un tesoro storico se don Zama avesse avuto l’abitudine e l’ambizione di tramandare notizie e documenti.

Vi rimando alla lettura delle testimonianze raccolte nel libro “Don Zama: la formazione delle coscienze”, per trovare ampie notizie su questi ricordi.

 

La vita del circolo diventava sempre più interessante e frequentata da un maggior numero di giovani matricole Si seppe ridare una continuità alla gloriosa vita di un circolo che ha contribuito non poco alla formazione delle coscienze di tanti illustri professionisti napoletani.

A Roma dal 3 all’8 gennaio 1948 si tenne Il primo Congresso nazionale della FUCI al quale parteciparono numerosi i fucini napoletani. Un congresso indimenticabile per la partecipazione di ex fucini che ricoprivano cariche politiche rilevanti: Andreotti, Aldo Moro ,Gonella, e tanti  altri.

Si avviarono incontri regionali e convegni di zona.

Ricordo, durante il mio incarico regionale ricevuto da Carlo Moro, presidente nazionale, l’incontro regionale di Benevento sul tema: Sono ancora valide le forme della FUCI?

Titolo scelto nella mia piena libertà con la partecipazione della Vice Presidente nazionale Maria Gallo. Era un interrogativo che manifestava il desiderio e la volontà dei fucini di allora di una ricerca nel rispetto della tradizione fucina di attività e forme di attuazione per realizzare una formazione degli iscritti, e una partecipazione all’esterno di aiuto al superamento delle difficoltà del mondo universitario in particolare quella degli studenti universitari.

La sede del circolo napoletano fu trasferita da via Roma al palazzo arcivescovile di Napoli in piazza Donnaregina. Era un periodo impegnativo per la FUCI.

La FUCI intervenne nel campo religioso e formativo.

Si , riuscì in quegli anni a vincere la resistenza delle Autorità Accademiche per la destinazione a cappella universitaria della chiesa di S. Marcellino: situazione che fu risolta nel luglio del 1948.

Perdurava una situazione di disagio e di difficoltà del dopoguerra per i giovani universitari, per le ristrettezze economiche e per la mancanza di interventi da parte dell’Università. La FUCI, pertanto, oltre alla formazione delle coscienze dei propri iscritti, fu impegnata nell’assistenza agli universitari per il superamento delle difficoltà esistenti, delle scarse condizioni finanziarie esistenti, specie per gli studenti fuori sede, nel superare le difficoltà logistiche e partecipare alla vita universitaria con regolarità.

Inoltre nascevano e si sviluppavano gruppi collegati a partiti politici, e forte era la presenza di gruppi laici-anticlericali liberali. Notevole fu l’azione nei rapporti della FUCI con gli organismi rappresentativi universitari istituiti in quell’epoca.

Vi era la nostalgia del passato fascista per gli studenti della Fiamma, vi era una corrente laico-liberale mangiapreti che faceva capo alla Corda frates, una associazione che ebbe la sede nei locali dell’Università a via Mezzocannone con iniziative ispirate ad un laicismo vivacizzato dal partito d’azione, dal partito repubblicano, dal partito liberale.

Altrettanto forte era la presenza del gruppo comunista, con sede a via Fiorentini, che rispecchiava i metodi del Partito Comunista del 1948 con qualche eccezione di giovani più aperti al confronto, verso i cattolici e verso i socialisti, che pur erano presenti anche se in numero meno consistente.

Nell’ambito cattolico era prevalente la presenza della FUCI napoletana e dei circoli che facevano capo all’Università di Napoli, oltre alla Congregazione Mariana dei Padri Gesuiti (coordinati da padre Aromatisi), e al gruppo dei giovani della D.C.

Anche i rapporti con le autorità accademiche, come accennato innanzi, non erano facili per la presenza di una forte corrente laico liberale anticlericale durante il rettorato del prof. Omodeo.

Era un periodo nel quale si avviava la democrazia e anche gli studenti chiedevano una partecipazione più attiva nella politica universitaria; per questo si tenevano assemblee studentesche, congressi con rappresentanze elette e non mancavano episodi di intolleranza e in qualche caso fortemente anticlericali.

Il trasferimento della FUCI a Donnaregina creò una vicinanza logistica con i Comitati civici e la GIAC, che occupavano locali nello stesso edificio.

La sede di Donnaregina consentiva maggiore possibilità di incontri con il coinvolgimento e la partecipazione di personalità note del mondo universitario, religioso, politico, professionale, alle attività di interesse comune come la S.Vincenzo, il Commento del Vangelo .

 La vita della FUCI napoletana ebbe un grande impulso quando, per l’azione incessante di don ZAMA con interventi presso il rettore Omodeo e poi presso il rettore Quagliariello, il senato universitario dichiarò la Chiesa di S. Marcellino cappella universitaria e Don ZAMA fu nominato cappellano.

Il Cardinale Ascalesi sottoscrisse insieme al prof. Quagliariello l’atto di donazione n. 663 registrato presso l’Uff. Atti privati di Napoli il 12/7/48 , n. 207.

La Chiesa di S. Marcellino divenne un centro dove la FUCI napoletana fu organizzatrice e protagonista di attività di non poco valore. Con don ZAMA la Cappella universitaria divenne un punto di riferimento per un percorso di crescita spirituale e umana di molti giovani universitari.

Sul piano assistenziale, come ricorda Giulio Auxilia in una sua testimonianza “Alla fine della seconda guerra mondiale, una buona parte della gioventù universitaria venne a trovarsi in una difficile situazione di disorientamento morale e ideologico ed essere assillata da problemi relativi alla mancanza di alloggi, di mense, di assistenza amministrativa e sanitaria”.

Vi rimando alla testimonianza dello stesso  Giulio Auxilia e altre testimonianze contenute nel libro “Don Zama: la formazione delle coscienze” per una più ampia descrizione delle attività fucine in questo campo assistenziale, ricordando in sintesi che la FUCI napoletana, maschile e femminile, non mancò ad attivarsi in altre attività formative

 

LE INIZIATIVE PRINCIPALI FURONO:

Sul Piano religioso

Messa giornaliera seguita da assistenza spirituale con i colloqui ed incontri con don Zama;

Messa domenicale cui assistevano fucini e fucine. Si iniziava con la recita delle ore, poi la preghiera fucina prima della messa;

Vespri serali domenicali cui seguivano le lunghe passeggiate e gli incontri domenicali;

Pasqua Universitaria era predicata da persone note nel mondo cattolico come mons. Pellegrino, Cordovani, Enrico di Rovasenda, vescovo di Trani, don Guano, don Cavallero, don Costa.

Nel complesso della chiesa di S. Domenico presso i domenicani si svolgevano incontri per la festività di S. Tommaso d’Aquino.

Le giornate fucine Nella chiesa di S. Domenico e nell’aula dove aveva insegnato S. Domenico (oggi sala conferenza nell’annesso cortile della Chiesa di S. Domenico) con conferenze di illustri tomisti tra i quali il prof. Ludovico de Simone, docente di filosofia dell’Università di Napoli,

settimane sociali con illustri relatori come il prof. Carnelutti. La FUCI napoletana vi partecipava con impegno prima, durante, e dopo lo svolgimento, preparandosi sulle tematiche scelte.

Giornate di ritiro spirituali si tenevano mensilmente

Esercizi spirituali (tre giorni) si tenevano annualmente

Nell’assistenza universitaria

– comitato di assistenza ad universitari fuori sede (pratiche amministrative/tesserino per le segreterie)

– assistenza l’UNRRA, la Bakunin

– assistenza a studenti reduci dalla guerra

– assistenza universitari TBC, lezioni al Monaldi prof. Carlevaro al Monaldi

– istituzione e realizzazione della mensa per studenti universitari

– creazione di alloggi per gli studenti

– attività sociali per i senza tetto di piazza Carlo III

Nel rapporto con i docenti

La Chiesa era frequentata anche dal gruppo di docenti cattolici che erano riuniti in un Comitato, e del quale il primo presidente fu Petroncelli, ordinario di diritto canonico. Facevano parte del gruppo, tra gli altri, i professori Quagliariello, Lambertini, Pontoni, Palmieri, Arnaldi, Brezzi, Carlevaro.

I contatti tra docenti cattolici e fucini molto spesso creavano dei rapporti sul piano culturale e guidavano i fucini nella scelta futura per la loro vita professionale.

I fucini napoletani partecipavano anche a seminari di studi e di ricerca organizzati dalla FUCI in campo nazionale. Ricordo la mia partecipazione, laureando in ingegneria elettrotecnica, partecipai ad Assisi ad un seminario diretto dal prof Regoliosi ordinario di Misure elettriche al Politecnico di Milano.

Oggi la Chiesa di San Marcellino è stata trasformata in una sala conferenza.

 

Rilevanti furono le attività culturali  promosse dalla FUCI  all’esterno nella sede dell’Università. nelle aule del cortile del Salvatore, lezioni di teologia, lezioni di filosofia, lezioni su temi di carattere culturale, religioso e sociale (es i partiti politici, prof Mortati).

Ricordo che i relatori di quel tempo furono per la teologia prevalentemente domenicani (Padre Innocente Evangelista, Padre Raimondo Sorrentino, Padre Oppida), per la filosofia (prof. Ludovico de Simone docente di filosofia tomistica, e padre Pacchierini docente di filosofia alla facoltà francescana di S. Chiara), Don Zama per la Sacra scrittura e per la sociologia altri docenti universitari. Ricordo il prof. Mortati che parlò dei partiti politici nella vita democratica sviluppando temi attualissimi per l’epoca.

Nell’aula universitaria de Sanctis al piano terra dell’edificio centrale della Università, avveniva l’inaugurazione dell’anno fucino, alla prima Domenica di Avvento, con una prolusione di un illustre docente universitario e la celebrazione al mattino nella Chiesa di S. Marcellino.

Anche nella partecipazione alla vita democratica dei nascenti Organismi Rappresentativi la FUCI non fece mancare la sua presenza, per farne un momento di formazione di giovani alla vita democratica, al rispetto reciproco nel confronto di opinioni diverse, alla ricerca di un bene comune.

RAPPORTI DELLA FUCI NAPOLETANA CON ASSOCIAZIONISMO CATTOLICO E LAICO NEGLI ORGANISMI ISTITUZIONALI RAPPRESENTATIVI UNIVERSITARI

La caduta del fascismo e la fine della guerra avevano aperto nell’Università la porta alla democrazia.

Nell’università i vari partiti cercarono spazi e si costituirono diversi gruppi e liste per la partecipazione alla vita democratica dei nascenti organismi rappresentativi: con congressi a livello locale e nazionale (ricordo Torino, Perugia).

La FUCI di Napoli fu partecipe e presente con forti rappresentanze, aiutando ed invitando i giovani alla partecipazione alla vita democratica.

Intensi e proficui erano i rapporti con la FUCI nazionale nelle rappresentanze e negli incontri nazionali, sempre nello spirito di formare nei giovani una coscienza alla vita democratica, per il rispetto reciproco nel confronto di opinioni diverse, per la ricerca di un bene comune.

Nello spirito della tradizione fucina si cercava sempre:

di colloquiare, prepararsi e non improvvisare, avere fermezza, sia con gli universitari di liste laiche che con i rappresentanti cattolici assolutisti,

si cercava di creare nella diversità una correttezza di rapporti e nell’amicizia, anche se non sempre si riusciva, a seguire questa linea di saggezza.

La partecipazione e i rapporti all’esterno diventavano un campo prezioso per la formazione dei partecipanti, e questo si notava dagli scritti sui giornali della FUCI e a Napoli dall’attenzione che si dava a queste attività che nell’impegno provocava una ricaduta nella formazione del singolo.

Costante era l’invito alla fermezza ma anche al rispetto delle posizioni divergenti e dell’amicizia reciproca.

Forte era nell’Università la presenza della corrente laica-liberale-massonica studentesca che si presentava sbandierando la goliardia nella Corda frates; altrettanto forte era la corrente del marxismo con i giovani comunisti di allora che respiravano uno spietato assolutismo che si manifestò anche nelle elezioni del ’48; vi era la corrente dei nostalgici nella Fiamma tricolore del movimento sociale.

Nell’area cattolica affioravano spesso diversità e divisioni tra le rappresentanze di altre organizzazioni cattoliche: in particolare con la GIAC, vi erano rapporti difficili per la diversa impostazione nella partecipazione agli eventi politici del momento in merito ad alcune scelte come il sostegno ai Comitati Civici e il modo di partecipazione assolutista nella vita politica italiana.

Don ZAMA si prodigò per il superamento di queste difficoltà e per una intesa tra i cattolici

La partecipazione era una occasione per invitare i fucini rappresentanti negli organismi a non improvvisare, a sapere ascoltare, a sapere convincere. La partecipazione alle assemblee studentesche era quasi sempre preceduta da riunioni dei rappresentanti fucini dei vari circoli dove si formulavano mozioni e si definivano le scelte da seguire. Le riunioni si svolgevano spesso nella sede del circolo femminile di Napoli presso l’Istituto salesiano in via Università 20.

Nella FUCI si cercava di dare alla partecipazione un motivo di formazione dei giovani al sociale, alla vita politica

La partecipazione alla vita rappresentativa universitaria democratica nella FUCI napoletana era l’occasione per trasferire nelle coscienze dei fucini la capacità di colloquiare, prepararsi, non improvvisare, usare fermezza sia con gli avversari politici che con rappresentanti dell’area cattolica e “assolutisti”.

Questo portò alla creazione del Comitato di intesa (Gioventù A.C., Congregazioni mariane, Gruppo giovanile D.C., FUCI), riuscito anche per la disponibilità di personalità nelle Congregazioni mariane (Azzariti e padre Reumatisi), nella DC (Davide Barba, Vittorio Pellegrino, Paolo Barbi, etc.) e nella stessa GIAC Nicolò Braida. Per la FUCI a questo comitato diedero sostegno fucini napoletani come Gaetano Liccardi, Pasquale Colella Marisa Maggio, Felice di Nubila, Rino Coppola, e Ugo Miranda ed altri.

anche fucini dei circoli campani diedero sostegno ,tra i quali  ricordo,

-a Caserta : Franco Casavola, Leopoldo Massimilla, Augusto Zaio;

– a Salerno : Luigi Postiglione, Vincenzo Buonocore ,

Ricordo, in questa esperienza, l’opera di Don ZAMA nell’invito ai fucini a non essere polemici ed astiosi ad avere rispetto reciproco nella diversità. La partecipazione alla vita politica universitaria non doveva far perdere l’idea di essere in un periodo formativo e ogni esperienza doveva formare le coscienze ai valori che egli testimoniava con i suoi interventi.

La FUCI al suo interno, in quel periodo, in campo nazionale e anche a Napoli, viveva una sua politica universitaria secondo la tradizione:

Vi erano assemblee studentesche, elezioni per i consigli di facoltà e interfacoltà, e la FUCI si presentava con proprie liste e propri rappresentanti.

Su piano nazionale si organizzavano incontri convegni e sui giornali Ricerca e Azione Fucina si pubblicavano articoli riguardanti la partecipazione alla vita degli organismi rappresentativi.

Il circolo di Napoli faceva da collegamento con altri circoli, i cui soci frequentavano l’Università di Napoli.

Vi era una forte partecipazione dei fucini napoletani ai Congressi e Convegni organizzati in campo nazionale considerati utili alla formazione sul piano culturale e organizzativo ma era anche una palestra di amicizia.

La partecipazione era numerosa e sempre caratterizzata dalla gioiosa e sprizzante goliardia degli assistenti, e quella di don Zama era ben nota.

Ricordiamo alcuni di questi incontri: oltre a quello già ricordato di Roma presso la Facoltà biblica con de Gasperi, Andreotti, Moro, intevento di Morlino. Vanno ricordati

Congresso di Genova del 1952, da Napoli la FUCI partì prenotando un intero vagone delle FS.

Congresso di Fiesole nel cinquantesimo anno dalla fondazione della FUCI, contemporaneo alla festa fiorentina del Giacolone, con una indimenticabile passeggiata a Firenze, e don ZAMA cantava e gioiva con noi.

Vanno ricordati anche i Convegni di Zona Salerno, Trani, Reggio Calabria con storie goliardiche indimenticabili e con ricaduta di amicizie intramontabili, diventate sempre più forti anche quando la lontananza e le vicissitudini della vita ci hanno separati.

Un rapporto di amicizia che ci vede partecipi con gioia ai ricordi indimenticabili e che si estende nella vita delle famiglie dei fucini.

Ricordo queste cose per augurare ai giovani assistenti ed ai giovani fucini di poter dire anche essi come io dico all’età di 89 anni, e come ha scritto Maria Gambuli:

LA FUCI E’ UNA COSA INDIMENTICABILE

120 anni… e non sentirli

Francesco Orefice Archivio, News Leave a Comment

ProgrammaGiovedì 28 Gennaio si terranno i festeggiamenti per il CXX anniversario del gruppo F.U.C.I. di Napoli. Per l’occasione si terrà un convegno nel quale saranno delineati il carisma e la spiritualità che caratterizzano la F.U.C.I. rispetto ad altre realtà dell’associazionismo cattolico.
A seguire saranno ripercorse le tappe del gruppo a partire dal secondo dopoguerra insieme ai testimoni del tempo.

Tutti gli ex-fucini e gli amici della F.U.C.I. sono caldamente invitati a prendere parte all’evento.

Archivio digitale

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70 anni di Ricerca

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Il 25 settembre il gruppo Fuci di Napoli “L’Aquinate” ha inaugurato il nuovo anno accademico partecipando ad un importante appuntamento che ha permesso ai fucini un tuffo nel passato, alla scoperta delle radici della Federazione.

Nella cornice della Sala degli atti parlamentari, all’interno della Biblioteca del Senato, insieme alla Presidenza Nazionale, ai fucini provenienti da diverse regioni, agli amici della Federazione e agli ex-membri abbiamo festeggiato i 70 anni della rivista Ricerca e ripercorso la storia della F.U.C.I. attraverso gli interventi dei relatori. Ricerca nasce il 25 aprile 1945, sostituendo la rivista Azione Fucina. Lo scopo della rivista è ambizioso ma necessario in un periodo così convulso come l’immediato dopoguerra: instillare nel cuore dei giovani universitari il desiderio di partecipare alla vita universitaria e formare una generazione di intellettuali, professionisti, cittadini consapevoli del proprio ruolo nella società. “Siamo degli impreparati” scrive Ivo Murgia nell’editoriale del primo numero, ma assicura che una nuova stagione di impegno culturale e sociale sta per iniziare.

Nella giornata di venerdì si è parlato molto di impegno, serietà, lavoro, onestà, credibilità e di tutti gli elementi che hanno reso Ricerca un elemento importante nel panorama del giornalismo cattolico. Un altro tema importante è il passato e la storia, attraverso i quali sarebbe impossibile immaginare e progettare un futuro migliore.

Dopo la chiusura dei lavori si è svolta la messa in ricordo del Beato Paolo VI, assistente F.U.C.I. dal 1925 al 1933, celebrata da don Michele Pischedda, odierno assistente ecclesiastico nazionale della F.U.C.I.. Hanno concelebrato Padre Francesco Occhetta ed il nostro assistente di gruppo, don Giuseppe Cuomo.

Il gruppo di Napoli ha vissuto questa giornata con la leggerezza che lo contraddistingue, è stata una giornata di riflessione ma anche di gioia, trascorsa tra una passeggiata nella città eterna e i canti intonati durante il rientro a Napoli. Si è mangiato (tanto) ma si è anche discusso sul ruolo che il nostro gruppo ha avuto e vuole avere all’interno della Federazione. A ricordarci la nostra storia c’erano l’assistente Don Giuseppe Cuomo, e i membri storici del gruppo, Mario Iannuzziello e Gennaro Salzano, che ringraziamo per i preziosi consigli, la presenza costante in Fuci e l’impegno ad essere memoria e testimonianza.

Come accade sempre dopo aver partecipato ad un evento nazionale, dopo il confronto con altri giovani, le riflessioni e la festa, ci sentiamo pronti ed entusiasti per affrontare il nuovo anno accademico e associativo, aggiungendo un tassello piccolo ma importante nella storia del gruppo de L’Aquinate.

Milena Annunziata

Cos’ é la FUCI? Vieni a Camaldoli e lo scoprirai!

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Tra il 2 e l’8 agosto 2015 si é svolta a Camaldoli, in Toscana, la seconda settimana teologica della F.U.C.I.

“PER QUESTO LASCERÀ SUO PADRE E SUA MADRE” (Gn 2,15)

É questo il tema della settimana trascorsa nel monastero dei monaci camaldolesi: LA FAMIGLIA.

Tre relatori lo hanno affrontato, sottolineando altrettanti aspetti diversi. Si é parlato della famiglia descritta dalla bibbia, dal vecchio e dal nuovo testamento, delle sue origini; si é parlato del gruppo famiglia dal punto di vista sociologico e si sono mostrati dati e statistiche che ci fanno capire come di fatto si sta evolvendo la famiglia. Molti sono poi stati i momenti di condivisione in cui si é lasciato ad ognuno la possibilitá di dire la sua!

Il programma era molto fitto ed è stato pedissequamente seguito! Lodi, colazione, lezione, rassegna stampa, ora media, pranzo,  lezione,  vespri, cena… Sembrebbe una cosa noiosa invece é una settimana che ti cambia! Quasi non te ne accorgi, ma poi quando torni ti scopri rinnovato. Non é solo per le preghiere e i canti, nè per le lezioni (che a volte segui un po’ “ad occhi chiusi” perchè hai dormito circa tre o quattro ore), é semplicemente perché in quel clima non puoi far altro che affidarti. Affidarsi a chi? A Dio? Certo, lo si trova nella natura che c’é lí intorno, nella foresta, nella Chiesa, nella preghiera.  Ai professori? Si puó andare lí aspettando di imparare qualcosa di nuovo e si sará accontentati  perché ascoltare e discutere é all’ordine del giorno. Ma la cosa che più ti cambia é affidarsi agli altri! É stato bello conoscere persone provenienti da tutte le regioni, chi si è trasferito per studio, chi lo farà a breve, chi ha belle storie da raccontare, chi inventa brindisi diversi ogni volta, chi suona, chi canta, chi conosce tutti i giochi. Perché sí, non ho ancora detto che alla fuci i momenti cosiddetti di goliardia non mancano!  Le serate passate a giocare fino a notte fonda ti fanno conoscere le persone molto più di quanto ti aspetti! Il momento dell’”iniziazione” é indimenticabile, ma tutto da scoprire. I fucini si conoscono anche a tavola, essendo in 70 hai la possibilità di mangiare ogni giorno con persone diverse. Condividi con loro le portate sempre buone della mensa.

Le settimane teologiche non sono solo per cattolici, il confronto é aperto e ciascuno va lí per conoscere altri punti di vista. Gli assistenti ecclesiastici rendono le discussioni ancora più piacevoli perché sono tutti sacerdoti che hanno accompagnato i loro ragazzi fin lí, desiderosi quindi di stare insieme a noi, da pari. I loro interventi sono sinceri e ti fanno capire finalmente qual é la funzione del pastore.

Ci sarebbero così tante cose da dire, ma da tradizione fucina é bene non rovinare all’amico fucino la sorpesa che hai avuto già tu! Torni con tante domande e tanta voglia di avere tutte le risposte o almeno provarci!! Sono partita da fucina poco convinta e torno a Napoli pronta a cominciare,  a fare ciò che ho sempre fatto, con la consapevolezza di avere qualcosa in più di prima, con più serenità e con più amici. Viva la FUCI e tutti i fucini!!

Gelsomina Nardo

Verbale del consiglio di gruppo del 24 luglio 2015

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VERBALE ASSEMBLEA DEL GRUPPO FUCI DI NAPOLI ‘L’AQUINATE’

Napoli, 24 luglio 2015

Venerdì 24 luglio 2015, l’assemblea del gruppo Fuci Napoli “L’Aquinate” è convocata in seduta ordinaria alle ore 17:00.

Risultano regolarmente convocati: Gelsomina Nardo; Achille Conte; Gerardo Colantuono; Annarita Russo; Francesca Altiero; Rosario Gabriele Giorgio; Gabriele Esposito; Stefania Arcopinto; Andrea Falco; Andrea Lomuto; Simone D’Andrea; Claudia Liguori; Flavia Capasso; Stefano Cannavacciuolo; Alessandra Vardaro; Antonio Turco; Pasquale Pirone; Salvatore Capasso; Claudia Trancone; Giulia Volpe; Sara Stifano; Mario Iannuzziello; Rossella D’Orsi; Veronica Sorrentino; Veronica Bonagura; Andrea Luca Colantonio; Lorenzo Di Maio; Giuliana Lonigro; Daniela Orefice; Francesco Orefice; Davide Esposito; Roberto Orefice; Maria Maio; Milena Annunziata; Luca Di Lello; don Adolfo Russo; don Giuseppe Cuomo; avv. Mario Rosario Di Costanzo; don Antonio Colamarino; dott.sa Bianca Lengo; don Giuseppe Maglione; dott. Vito Gurrado; prof. Lucio Fino; dott. Giuseppe Bova Crispino.

Sono presenti: Francesco Orefice (Presidente maschile), Davide Esposito (Tesoriere), Milena Annunziata (fucina semplice), Daniela Orefice (fucina semplice), Maria Maio (fucina semplice), Stefania Arcopinto (fucina semplice) e Mario Rosario Di Costanzo (direttore dell’Ufficio formazione socio-politica). Non è stato raggiunto il quorum.

Il consiglio si aggiorna in seconda seduta alle ore 18.00.

Alle ore 18:00, in seconda seduta, sono presenti: Francesco Orefice (Presidente maschile), Davide Esposito (Tesoriere), Milena Annunziata (fucina semplice), Daniela Orefice (fucina semplice), Giulia Volta (fucina semplice), Maria Maio (fucina semplice), Stefania Arcopinto (fucina semplice), Mario Albano, Mario Iannuzziello (già incaricato regionale per a Campania), Giuseppe Bova Crispino (rappresentante dell’associazione ex alunni del Pontano) e Mario Rosario di Costanzo (direttore dell’Ufficio formazione socio-politica).

Questi i punti all’ordine del giorno:

  1. Vaglio delle proposte per l’anno associativo 2015/2016;
  2. Nomina delle commissioni e raccolta delle deleghe di rappresentanza. 
  3. Definizione del calendario e delle scadenze per l’a.a. 2015/2016
  4. Varie ed eventuali.

Il presidente maschile apre i lavori dell’assemblea presentando i tre percorsi tematici per l’anno 2015/2016. Gli incontri del gruppo Fuci Napoli “L’Aquinate” sono distribuiti in un percorso teologico, un percorso politico e un percorso culturale. Si passa alla lettura delle lettere tecniche che corredano ogni percorso e che sono state precedentemente redatte dal Presidente. Per ogni percorso l’assemblea analizza singolarmente le proposte, le approva o apporta modifiche e, lì dove possibile, definisce il calendario.

Per i dettagli approvati dal gruppo consultare gli allegati 1, 2, 3.

Si passa al secondo punto all’ordine del giorno, ovvero la nomina delle commissioni, che sono così suddivise secondo la disponibilità espressa dai membri del gruppo Fuci e dagli eventuali interessati non tesserati alla federazione: (la suddivisione tiene conto anche della disponibilità espressa in precedenti occasioni)

  • Commissione teologica: Stefania Arcopinto, Mario Iannuzziello, don Giuseppe Cuomo, Veronica Sorrentino, Veronca Bonagura.
  • Commissione cultura: Davide Esposito, Emanuele Palmieri, Luca di Lello, Milena Annunziata, Maria Maio, Flavia Capasso, Gabriele Esposito, Sara Stifano, Antonio Turco, Claudia Trancone, Alessandra Vardaro, Salvatore Capasso.
  • Commissione politica: Francesco Orefice, Giuliana Lonigro, Giuseppe Bova Crispino, Antonia Mazza, Andrea de Falco, Stefano Cannavacciuolo, Pasquale Pirone, Mario Rosario Di Costanzo.

Al termine della riunione di gruppo gli appuntamenti calendarizzati dal gruppo Fuci Napoli “L’Aquinate” sono ventidue, equamente distribuiti tra i tre percorsi, e calendarizzati tenendo conto degli appuntamenti nazionali.

Il Presidente Francesco Orefice propone di fissare una seconda riunione prima dell’inizio del nuovo anno associativo per fare il punto e definire meglio i tre percorsi. Il gruppo approva e si dà appuntamento per la fine di settembre.

Data l’assenza dei membri di AC l’assemblea decide, su proposta del presidente maschile, di rimandare la discussione sulle modalità organizzative del progetto Tobia, ma conferma quanto già delineato.

Avendo esaurito i punti all’ordine del giorno, il gruppo chiude i lavori alle 20.30.

Napoli, 24 luglio 2015

Il segretario dell’assemblea

Milena Annunziata

Allegato 1 – PERCORSO TEOLOGICO.

Le proposte formulate per l’anno associativo 2015/2016 dal gruppo Fuci Napoli L’Aquinate, sono così calendarizzate:

  1. 26 Settembre 2015: Celebrazione Eucaristica in memoria di Paolo VI. Ci riuniremo, in comunione con tutta la Federazione, per ricordare il nostro indimenticato assistente ecclesiastico nel giorno che la Chiesa gli ha dedicato. La commissione teologica si incarica di organizzare l’incontro che si terrà a presso la chiesa di Santa Maria della Concezione a Montecalvario.
  2. Novembre 2015: “Incontro teologico”. Il presidente propone di condividere questo momento con il gruppo UNIti in preghiera di Piazzale Tecchio.
  3. 21/23 Dicembre 2016: Liturgia Penitenziale.
  4. Marzo 2016: “Coscienza Universitaria – Per gli universitari in cammino di ieri e di oggi”
  5. 14/20 Marzo 2016: Liturgia Penitenziale.
  6. Maggio 2016: Pellegrinaggio a Pompei.
  7. 3 Giugno 2016: Lectio divina dell’assistente ecclesiastico don Giuseppe Cuomo.

Allegato 2 – PERCORSO CULTURALE.

Il tesoriere Davide Esposito motiva la scelta di ridurre gli incontri dedicati all’approfondimento culturale per permettere ai membri del gruppo di dedicarsi con uguale impegno al percorso politico e al percorso teologico. Per queste ragioni, su suggerimento del tesoriere, la commissione cultura si preoccuperà di rendere gli incontri culturali delle occasioni di svago da vivere al di fuori della sede di via Mezzocannone, 101. In particolare il tesoriere propone di utilizzare i fine settimana per organizzare passeggiate alla scoperta della città di Napoli. Il tesoriere propone inoltre di contattare l’associazione Insolita Guida. L’assemblea si astiene dal calendarizzare tre dei sei incontri previsti (da tenersi nei mesi di ottobre, dicembre e febbraio), al fine di garantire una maggior flessibilità di questo percorso in favore degli altri due.

Per queste ragioni le proposte formulate per l’anno associativo 2015/2016 dal gruppo Fuci Napoli “L’Aquinate”, sono così calendarizzate:

  1. 30-31 Agosto / Inizio Settembre: Settimana medievale di Cava de’ Tirreni. Il Presidente espone brevemente come si svolge la settimana medioevale, il gruppo approva e affida alla commissione cultura il compito di organizzare la parte logistica.
  2. 20/21 Novembre 2015: Settimana dell’Università: Seminario sulla riforma dell’Istruzione. L’assemblea, dopo varie discussioni, propone di organizzare un seminario che abbia come scopo principale quello di informare e fare chiarezza sulla riforma dell’istruzione. L’assemblea decide per la creazione di un momento divulgativo e uno di discussione e dialogo da svolgersi in due mattinate e se possibile all’interno del contesto universitario. La commissione cultura è inoltre incaricata di invitare l’associazione TreeLLLe – Life long learning e di presentare entro settembre il programma del seminario agli organi universitari competenti.
  3. 28 Gennaio 2016: Festa dell’Aquinate e commemorazione dei 120 anni della F.U.C.I.. L’assemblea affida alla commissione cultura il compito di riaprire gli archivi, contattare ex fucini e creare un momento di convivialità che riunisca il passato e il presente del gruppo Napoli.
  4. Aprile: L’intero mese sarà dedicato ai lavori in vista del 65° Congresso Nazionale.

Allegato 3 – PERCORSO POLITICO

Il percorso politico per l’a.a. 2015/2016 sarà portato avanti in comunione coi giovani di A.C., con il M.e.i.c., l’associazione ex Allievi del Pontano, e tutte le associazioni culturali e studentesche che decideranno di prendervi parte. Inoltre ci auguriamo che venga accordato a tale percorso l’appoggio dell’Università Federico II, del Settore Laicato della Diocesi di Napoli e dell’Ufficio di Formazione Socio-Politica.

L’assemblea ha discusso e approvato le proposte fatte dalle suddette associazioni e che sono così riassumibili:

1) Verrà nominata una commissione unica per tutte le associazioni promotrici in modo che esse collaborino all’organizzazione degli incontri.

2) Ogni associazione promotrice dovrebbe garantire la partecipazione dei propri iscritti.

3) Vanno formulati degli inviti personali ai giovani che si ritiene maggiormente interessati.

4) Tra le sedi proposte ci sarebbe la facoltà di Giurisprudenza. In ogni caso si preferisce evitare le sedi di una qualsiasi delle associazioni che vi prenderanno parte, così da svincolare il percorso da qualsiasi condizionamento. Inoltre una sede universitaria, come quelle proposte, testimonierebbe un’impronta prettamente culturale del percorso.

5) La commissione politica dovrà occuparsi sia di raccogliere preventivamente le domande per le tavole rotonde, sia di redigere una bozza dei documenti che saranno discussi durante le attività laboratoriali.

L’assemblea approva la calendarizzazione proposta dal Presidente di gruppo. Gli incontri avranno cadenza mensile e saranno divisi in tre cicli (dal mese di ottobre a quello di dicembre, dal mese di gennaio al mese di marzo, dal mese di aprile a quello di giugno). Il primo incontro di ogni ciclo sarà una piccola conferenza a cui seguirà un dibattito, il secondo sarà una tavola rotonda in cui i relatori saranno intervistati dagli studenti, il terzo sarà un laboratorio finalizzato alla produzione di un documento. L’assemblea, dopo varie proposte e modifiche, ha modificato le tematiche precedentemente esposte nelle lettere tecniche. Durante i tre cicli di incontri si parlerà di:

  • Potenzialità del territorio, rilancio delle aree urbane e progettualità giovanile. Maria Maio propone di parlare di rilancio urbano e spazi verdi contattando le cooperative e i commercianti che si occupano spontaneamente della riqualifica di piazze e strade. Per parlare del tema sono stati proposti il prof. Massimo Clemente, architetto urbanista e docente presso l’università Federico II, ed il prof. Lucio Fino, presidente del gruppo M.e.i.c. di Napoli e dell’associazione Amici dei Musei.
  • Europa: l’accoglienza del migrante e la solidarietà tra gli Stati dell’Eurozona. Per affrontare il tema sono stati proposti il prof. Francesco Dandolo, docente di storia economica presso l’università Federico II, ed il dott. Giancamillo Trani, coordinatore della Caritas Campania.
  • Il lavoro che non c’è e che potrebbe esserci: imprenditoria giovanile e fuga dei cervelli.
  • Economia sociale e proposte di legge per la Campania. A tal proposito si vuole chiedere il contributo del prof. Stefano Zamagni, economista ed autore di innumerevoli pubblicazioni, del prof. Luigino Bruni, economista, accademico, scrittore e giornalista, e del prof. Luigi Fusco Girard, docente presso la Federico II ed autore di numerose pubblicazioni sul tema in questione.

VERBALE ASSEMBLEA DEL GRUPPO FUCI DI NAPOLI ‘L’AQUINATE’

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Napoli, 11 aprile 2015

Sabato 11 aprile 2015, alle ore 11.30, si riunisce, in seconda convocazione, presso la sede della FUCI di Napoli “L’Aquinate”, in via Mezzocannone 101, l’Assemblea di gruppo.

Tali i punti all’ordine del giorno:

  1. Approvazione dello Statuto di Gruppo;
  2. Elezione del Presidente maschile del gruppo per il biennio 2015 – 2017;
  3. Elezione del Tesoriere del gruppo per il biennio 2015 – 2017;
  4. Elezione del Segretario del gruppo per il biennio 2015 – 2017.
  5. Varie ed eventuali.

Sono presenti: Giuliana Lonigro (Presidente femminile), Milena Annunziata (fucina semplice), Maria Maio (fucina semplice), Mina Nardo (fucina semplice), Daniela Orefice (fucina semplice), Luca Di Lello (fucino semplice), Davide Esposito (fucino semplice), Francesco Orefice (fucino semplice), Lorenzo Di Martino (fucino semplice), Rev. don Giuseppe Cuomo (Assistente ecclesiastico), Mario Iannuzziello (già Incaricato Regionale FUCI per la Campania), Andrea Luca Colantonio (delegato del presidente diocesano dell’Azione Cattolica Italiana, Arcidiocesi di Napoli, cfr. All. 1). Risulta regolarmente convocato il presidente del MEIC di Napoli, che non partecipa né personalmente né per delega.

Il gruppo elegge all’unanimità Mario Iannuzziello segretario dell’assemblea.

La presidente apre i lavori dell’assemblea ed espone il punto n. 1 dell’o.d.g. circa l’approvazione dello Statuto di gruppo. Segue analitica lettura ed approfondita discussione di ciascuno degli articoli di cui si compone la bozza e che vengono modificati secondo i risultati del dibattito scaturito. Modificata la bozza, viene posta ai voti.

Lo Statuto del gruppo FUCI di Napoli ‘L’Aquinate’, composto da n. 20 articoli disposti su una singola facciata di n. 4 fogli, viene approvato all’unanimità. Cfr. All. 2.

Si passa al punto n. 2 dell’o.d.g.: elezione del Presidente maschile del gruppo per il biennio 2015 – 2017. Esprime la propria disponibilità Francesco Orefice, che, a scrutinio segreto, risulta eletto con n. 9 voti. (Cfr. Verbale di elezione presidente maschile del gruppo FUCI di Napoli ‘L’Aquinate’, All. 3).

Si passa al punto n. 3 dell’o.d.g.: elezione del Tesoriere del gruppo per il biennio 2015 – 2017. Esprime la propria disponibilità Davide Esposito, che, a scrutinio segreto, risulta eletto con n. 10 voti. (Cfr. Verbale di elezione del tesoriere del gruppo FUCI di Napoli ‘L’Aquinate’, All. 4).

Si passa al punto n. 4 dell’o.d.g.: elezione del Segretario del gruppo per il biennio 2015 – 2017. Esprime la propria disponibilità Luca Di Lello, che, a scrutinio segreto, risulta eletto con n. 10 voti. (Cfr. Verbale di elezione del segretario del gruppo FUCI di Napoli ‘L’Aquinate’, All. 5)

Avendo esauriti i punti all’ordine del giorno, non avendo altri chiesto la parola e non essendoci altro da deliberare, si dichiara conclusa questa assemblea alle ore 12.15.

Napoli, lì 11 aprile 2015.                                                          Il segretario dell’assemblea

dott. Mario Iannuzziello