Sull’identità fucina – Intervento per il convegno “120 anni e non sentirli”

Francesco Orefice Archivio Leave a Comment

Sull’identità fucina

L’acronimo F.U.C.I. già dice molto dell’identità fucina. Federazione: unione, in condizione di parità, di realtà locali, da Trento a Ragusa, che si riconoscono in un qualcosa di più grande di se stesse e che, insieme, formano un foedus, un patto fra loro teso al comune fine della crescita umana, spirituale e culturale dei singoli aderenti e dell’evangelizzazione degli universitari. La diversità delle realtà, ambientali ed umane, in cui opera, la diversità delle strategie con cui agisce e la diversità della sensibilità dei singoli aderenti, costituiscono un’immensa ricchezza per lo studente universitario, che inizia ad osservare ed a pensare la realtà. Diversità che arricchisce e costruisce: le strutture federative, Assemblea Regionale, Consiglio Centrale ed Assemblea Federale, nella loro rappresentatività, permettono di fare dialogo e tesoro delle diversità ovvero di creare unità. Universitaria: studium più che luogo. Il momento universitario, infatti, rappresenta il mentre essenziale della propria formazione, completa ed organica. L’università, infatti, come insegna Montini in Coscienza universitaria, rappresenta la maggiorità intellettuale. Alla centralità dell’Università nella vita di ciascuno, si aggiunge la centralità dell’Università nella vita sociale perché lì ci si trova a riflettere su quale società si vuole edificare. In tale fase della vita, si incorano i propri compagni di viaggio con cui si condivide un periodo di straordinaria bellezza dove è possibile stare insieme, confrontarsi, dialogare, partecipare ad un evento nazionale, ed in special modo alle Settimane Teologiche di Camaldoli. In questo modo, si comprende che essere universitari in FUCI significa essere più di se stessi in uno spirito, che Montini chiama di “matura letizia”, cioè in uno spirito che non mira ad occupare spazi, ad essere presenza, ma costruire coscienze mature, educate alla fatica del pensare ed alla compassione caritatevole per il tempo presente. Cattolica: universale, ecclesiale e non ecclesiastica. Questa è la caratteristica primaria della F.U.C.I. e, nell’economia dell’acronimo, da significato a tutti gli altri. Essere cattolico, durante il periodo di formazione, in una federazione, rappresenta il carattere distintivo dello studente universitario, dato dalla formazione alla Parola e al Magistero (Ecclesiam suam e Christifideles laici), nonché dal coraggio di testimoniarli con coerenza di vita e di opere: ovvero di fare la propria professione di fede. La fides qua credimus necessità, infatti, di costruirsi nell’esperienza concreta propria della ricerca razionale tra Regola ed Ispirazione, che, insieme, fanno mediazione fra cultura e Vangelo, orientata alla formazione della coscienza ovvero del fondamento interiore della persona. Ricerca, ovvero ricerca della verità, esperienza che apre agli altri e che solo con altri si può vivere. L’assistente ecclesiastico, quindi, indica ai fucini la via della fede e li conduce alla scoperta e quindi alla consapevolezza della bellezza di essere cristiani. Italiana: ovvero civile, impegno per la comunità, per la civitas hominum. La storia della nostra federazione, infatti, è intrecciata a doppio filo con la storia d’Italia, dalla fiera opposizione al fascismo alla costruzione della Repubblica, valga per tutti il Codice di Camaldoli ed il contributo dato dai cattolici in seno all’Assemblea costituente.

L’identità fucina è un concetto complesso, che ha come presupposti il Vangelo, quindi il Magistero, e l’umanesimo latino, e si sviluppa nello stile e nel metodo fucino, che porta all’impegno, ecclesiale e civile, che prende le forme della proposta fucina, ovvero della Carità intellettuale mediante lo strumento della cultura. Lo stile fucino, a sua volta, è formato da responsabilità, autoderminazione, coscienza, tradizione e natura ‘monastica’. Il metodo, invece, di critica, mediazione, studium, azione, verità, intelligenza, ispirazione e regola. L’unione tra fede e ricerca, lo studio come chiarificazione della coscienza di ciò che si conosce, costituisce lo studium fucino: “Ama Dio con tutta la tua intelligenza”. L’intelligenza diventa mezzo di utilità sociale e testimonianza della Verità ovvero si concretizza nella mediazione culturale cioè nel comprendere ciò che accade al fine di dare senso ed identità alle cose, che, senza disconoscere le diversità, porta ad una progettualità condivisa volta al Bene Comune con qualcosa da proporre e non solo da difendere. La Carità intellettuale, ossia lo sforzo di capire ciò e chi si incontra. La cultura, infatti, è opera d’intelligenza ed umiltà dinanzi al reale.

Niente riassume meglio l’identità fucina delle parole di Montini in Coscienza universitaria: “i fucini sono coloro che continuano ad amare la vita universitaria, perché è momento critico ed importate della vita di ciascuno, perché è vissuta come esperienza di amicizia nell’unità di pensiero, perché è momento di responsabilità sociale e civile” e, continua “L’amicizia nostra solo l’esperienza può sapere, non dire, cos’è.”.

Mario Iannuzziello

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